Mégane E-Tech, un concentrato di stile e tecnologia

Con la Mégane elettrica, Renault entra nell’olimpo dei costruttori che riescono a proporre vetture per la famiglia a emissioni zero e a costi tutto sommato contenuti. La nuova Mégane E-Tech è comoda, sicura, veloce e dotata di grande autonomia. Ottimi anche lo spazio a bordo e le prestazioni.

La vettura presenta linee da crossover che stanno riscontrando un certo consenso tra il pubblico, senza rinunciare a un’impostazione stilistica tipicamente francese. Superfici pulite ma ricche di dettagli si accordano sapientemente grazie a un’indovinato equilibrio di volumi. Il frontale si presenta aggressivo e filante al tempo stesso, con i gruppi ottici full LED sottili e allungati che incontrano al centro del cofano lo stemma della Losanga, rivisitato di recente.

La vista laterale è caratterizzata da una linea di cintura piuttosto alta, passaruota bombati che ospitano le ruote di grandi dimensioni, un elemento inferiore a contrasto con la carrozzeria che ricorda una minigonna aerodinamica, e il tetto dalla linea spiovente che dall’ampio parabrezza scende fino a incontrare il lunotto per formare una piacevole coda tronca.

Un aspetto da coupé elegante volto anche a massimizzare l’efficienza aerodinamica, come dimostrano i dati relativi ai consumi. La Mégane richiede poco più di 12 kWh per percorrere 100 chilometri, e riesce a viaggiare ininterrottamente per oltre 450 chilometri, quando le condizioni di traffico e la temperatura esterna lo permettono.

Dati di tutto rispetto per una vettura che riesce a trasportare tutta la famiglia nel comfort tipico delle grandi berline francesi. Dati che trovano una felice conferma anche sul fronte prestazioni: spinta da un’unità elettrica capace di erogare 220 cavalli, la Mégane E-Tech copre lo scatto da zero a cento chilometri orari in appena 7,4 secondi.

Com’è fatta

La nuova Mégane elettrica è lunga 421 centimetri ed è alta 151 centimetri, garantendo così tanto spazio a bordo. Gli interni sono rifiniti con grande cura, così come particolare attenzione è stata riservata all’aspetto del comfort. L’insonorizzazione dell’abitacolo è notevole, e a velocità moderate non si avverte quasi nessun rumore provenire dall’esterno.

La cura degli interni trova un piacevole riscontro nell’impostazione meccanica, di tutto rispetto per un’auto destinata a un utilizzo familiare. Grazie al passo lungo, agli sbalzi pressoché minimi e a un’ottimale disposizione degli organi meccanici, la Mégane elettrica offre un abitacolo spazioso e accogliente oltre a un’eccellente distribuzione dei pesi.

Quest’ultimo aspetto è di fondamentale importanza per la tenuta di strada e per la maneggevolezza di un’auto. In Renault sono riusciti a centralizzare le masse, che su una vettura elettrica sono decisamente elevate. Questo ha permesso di contenere i trasferimenti di carico sia sull’asse longitudinale che su quello trasversale. Il risultato è un comportamento dinamico neutro: Mégane E-Tech è stabile sulle curve ad ampio raggio e sorprendentemente reattiva nei cambi di direzione più repentini.

Complici anche i cerchi in lega da 20 pollici e un assetto che predilige il comfort senza perdere quasi nulla in termini di handling, la berlina francese si mostra sicura e reattiva nella guida più impegnata, e allo stesso tempo riesce ad assorbire le asperità dell’asfalto anche in presenza di buche e sconnessioni particolarmente pronunciate.

Ibrido: conviene davvero?

I primi modelli di macchine ibride e ibride plug-in hanno fatto la loro comparsa nelle concessionarie ormai più di due decenni fa. Destinate inizialmente a una nicchia di automobilisti dalla spiccata sensibilità ambientale, le ibride hanno conosciuto una rapida diffusione negli ultimi anni. Complice la crescente attenzione dei governi a temi quali sostenibilità ambientale e risparmio energetico, i costruttori hanno iniziato a dover fare i conti con sempre più stringenti norme anti inquinamento.

La necessità di produrre veicoli meno inquinanti e sempre più efficienti da un punto di vista energetico ha spinto l’intero comparto automotive a cercare soluzioni efficaci in un lasso di tempo relativamente breve. L’auto elettrica è sulla carta il punto d’arrivo di tale ricerca, perché promette una mobilità a zero emissioni, ma allo stato attuale la sua diffusione su larga scala è ostacolata da più fattori. Approvvigionamento energetico, costi d’acquisto elevati e un’autonomia ancora non perfettamente allineata alle esigenze di molti automobilisti rendono gli EV dei veicoli ancora di nicchia.

La soluzione arriva dalla tecnologia ibrida: vetture equipaggiate con un motore endotermico, affiancato a una o più unità elettriche, in grado di garantire una buona autonomia, e contemporaneamente di ridurre drasticamente consumi di carburante ed emissioni inquinanti. La tecnologia ha incontrato ben presto i favori del pubblico, visti i numeri di vendita. Ma non tutte le ibride sono uguali, vediamo quindi quali sono le varianti più diffuse, per cercare di capire come funzionano e se sono davvero convenienti.

C’è ibrido e ibrido

Il settore si compone di due macrocategorie: auto ibride e ibride plug-in. Entrambe sono spinte da un propulsore termico e uno elettrico, che possono lavorare insieme o singolarmente. La vettura sceglie automaticamente quale propulsore utilizzare, a seconda delle necessità e dello stile di guida adottato dal conducente. Due tipologie di veicoli affini, ma che presentano alcune differenze ben marcate.

Le auto ibride possono viaggiare in modalità completamente elettrica per un numero limitato di chilometri, e a un’andatura moderata. Quando vengono richieste maggiori prestazioni, o quando la batteria non garantisce più energia per la sola propulsione elettrica entra in funzione il motore termico. Grazie alla frenata rigenerativa la vettura provvederà automaticamente a ricaricare la batteria, sfruttando l’energia prodotta durante le frenate che andrebbe altrimenti dispersa.

Le auto ibride plug-in funzionano in modo del tutto simile, ma possono essere ricaricate alla colonnina, esattamente come le elettriche pure. Anch’esse sfruttano il principio della frenata rigenerativa per estendere ulteriormente l’autonomia. In modalità 100% elettrica garantiscono percorrenze nell’ordine dei 70-80 km a velocità sostenute. In questo caso quindi abbiamo una maggiore autonomia e prestazioni superiori, rispetto alle ibride tradizionali, perché a parità di unità termica la batteria è più capiente e il motore elettrico è più potente.

Entrambe le soluzioni sono molto valide nella guida in città, grazie alle frequenti frenate che permettono di tenere la batteria sempre in perfetta efficienza. Anche la guida su strade extraurbane, meglio ancora se tortuose, risulta piuttosto efficiente da un punto di vista energetico. In autostrada invece l’autonomia in elettrico tenderà a diminuire perché le frenate sono più rare. La batteria tenderà a scaricarsi rapidamente, e l’auto proseguirà la marcia sfruttando il solo motore endotermico.

Neopatentati: limitazioni e regole da rispettare

neopatentati: regole e limitazioni

Tutti coloro che hanno conseguito la patente B da poco sono definiti Neopatentati. Per alcuni aspetti sono considerati tali solo per il primo anno, in altri casi per i primi tre.

I neopatentati sono soggetti a limitazioni e a sanzioni doppie, ma vediamo meglio tutto ciò che c’è da sapere sulle regole da rispettare per i primi anni da “patentati”.

Limitazione di potenza e velocità

Secondo l’articolo 117 del Codice della Strada i neopatentati non possono guidare tutte le automobili! Sono permesse solo le auto con una potenza non superiore a 70 kw e un rapporto peso/potenza non superiore di 55 kw/Ton. Questo solamente per il primo anno, poi si può guidare un auto più potente. Coloro che non rispetteranno questa norma dovranno pagare una multa di 150€ con sospensione della patente da 2 a 8 mesi.

Lo stesso vale per il limite di velocità, in autostrada un neopatentato non potrà superare i 100 Km/h anziché 130 Km/h e nelle strade extra urbane dovrà viaggiare ad una velocità al di sotto di 90 Km/h invee di 110 Km/h. Il mancato rispetto di questa normativa porterà alla multa, alla sospensione della patente e alla decurtazione doppia dei punti sulla patente.

Tolleranza alcool zero!

La normativa italiana stabilisce come valore limite legale il tatto di alcolemia di 0,5 g/l e oltre questo limite la persona al voltante viene considerata in stato di ebrezza, subendo una sottrazione di 10 punti dalla patente e severe sanzioni.

Per i neopatentati vale le regola del tasso alcolico zero, perciò non si può mangiare neanche un Mon Cherì prima di mettersi alla guida. In questo caso si viene considerati neopatentati per i primi tre anni dal conseguimento della patente.

Patenti a punti per i neopatentati

 

Secondo le leggi del Codice della Strada se a commettere un infrazione è un neopatentato la decurtazione dei punti sulla patente verrà raddoppiata. In seguito al 13 agosto 2010, i neopatentati che nei primi tre anni di patente non commettono infrazioni, avranno 1 punto di bonus per ogni anno trascorso, arrivando ad un massimo di 3 punti.

In casi di gravi incidenti, naturalmente, è bene contattare dei professionisti di soccorso stradale roma e sincerarsi per le problematiche causate.

Sospensione della patente per i neopatentati

Secondo l’articolo 218-bis del Codice della strada se, nei primi tre anni dal conseguimento della patente A o B, si commette una violazione per cui è prevista la sospensione della patente, la durata della stessa è aumentata di un terzo alla prima violazione, raddoppia alle successive. In più, quando si commette una di queste infrazioni, il periodo in cui la sospensione aumenta di durata è portato a cinque anni.

Obbligo del contrassegno Principiante

 

Molte auto presentano la lettera P per indicare agli altri guidatori che al volante c’è un principiante perciò di tenersi a debita distanza. Tuttavia i neopatentati non hanno l’obbligo di porre la P sul retro dell’auto.

L’articolo 122 comma 4 del Codice della Strada stabilisce che solo gli autoveicoli per le esercitazioni e gli esami di guida devono essere muniti della lettera P, quindi sono quanto si è in possesso del foglio rosa. Una volta presa la patente si può rimuoverla tranquillamente.

Esame di guida, come prepararsi al meglio senza ansia e stress

esame di guida, la patente a portata di tutti
Il giorno del diciottesimo compleanno è sempre atteso con ansia, sia perché si diventa maggiorenni, sia perché da quel momento in poi si acquista la capacità di compiere determinate azioni fin ora bandite. Una di queste è saper guidare un’auto. Sappiamo benissimo che non è facile prendere la patente perché dobbiamo prima superare due esami. Il più temuto è l’esame di teoria, il più aspettato è l’ esame di guida. “Superata la teoria, è fatta!”. Quante volte abbiamo sentito dai nostri ragazzi questa frase. Ma non è sempre così. L’esame di pratica richiede la stessa concentrazione dell’esame di teoria, se non addirittura maggiore.   Nell’esame di teoria potete permettervi di pensare ad una risposta sbagliata e poi correggerla in un successivo momento, nell’esame di guida non si ammettono distrazioni e ogni minimo errore verrà annotato dall’esaminatore della Motorizzazione Civile che vi giudica. Ma non spaventatevi troppo, mantenete la calma e vedrete che tutto andrà per il meglio. Non vi si chiederà nulla di diverso da quello che già avete imparato durante le lezioni.

Quanti errori sono ammessi all’esame di guida?

  Al contrario della teoria, dove al quinto scatta la bocciatura immediata, nella pratica non c’è un numero da seguire ma dipende dalla gravità dell’errore commesso. Vediamo quali sono gli errori più comuni commessi alla guida da evitare durante l’esame.

Distrazione

Al primo posto c’è sicuramente la distrazione, che non manca mai quando siamo in preda all’ansia. Dimenticarsi le regole base è sicuramente il modo peggiore per iniziare l’esame. Perciò controllate se avete con voi il foglio rosa e la carta d’identità, regolate il sedile, gli specchietti laterali e lo specchietto retrovisore, allacciate la cintura, accendete il motore, mettete la freccia e guardare la strada prima di partire!!!

Occhio ai segnali stradali

“Quando si è al volante bisogna avere mille occhi”. Questa è la classica frase che tutte le mamme dicono ai propri figli, ed effettivamente è proprio così. Fate attenzione ai segnali stradali, date la precedenza, mettete sempre la freccia ad ogni svolta, rispettate i semafori e non superate i limiti di velocità. Non dimenticatevi del cambio!! Il cambio corretto delle marce è una delle cose più osservate dagli esaminatori. Non abbiate paura, dimostrate di saper fare correttamente il gioco prima-seconda!

Prudenza in curva

Quando guidate in curva non premete la frizione e non lasciate il volante mai. Se la strada è in salita ricordatevi di usare marce basse e se è in discesa quelle più alte, anche la quarta o addirittura la quinta ma il piede non deve mai stare sull’acceleratore in discesa, deve stare sempre pronto sul freno.

Percezione dello spazio

Quando vi sedete in macchina dovete capire la dimensione del mezzo che state guidando. Non urtate i marciapiedi durante il parcheggio e i vari ostacoli con gli specchietti.

Non fatevi prendere dal panico!

L’ansia è il nostro nemico numero uno. Perciò durante l’esame di scuola guida mantenete la calma e sostenete l’esame solo quanto vi sentirete davvero pronti. E ricordate che l’auto con cui vi esamineranno è dotato di doppi comandi perciò non potrà succedervi nulla.

Errore che potrebbero compromettere l’esito dell’esame

Gli errori più gravi, quelli che non dovrebbero essere mai fatti, sia durante l’esame patente che nella realtà di tutti i giorni sono i seguenti: – non utilizzare le frecce; – frenare bruscamente; – suonare il clacson; – far indietreggiare molto la vettura nella partenza in salita; – non fermasi agli stop; – rispondere al cellulare; – superare i limiti di velocità; – far spegnere il motore più volte; – non riuscire a fare le manovre richieste; – non tirare il freno a mano durante la sosta; – commettere sempre lo stesso errore; – non dare la precedenza sia alle macchine che ai pedoni.

Infine, non cadete nei tranelli dell’esaminatore!

E già, avete capito proprio bene! In due esami su cinque gli esaminatori valutano le competenze degli allievi tramite dei tranelli. Questo dimostra quanto riflettiamo su una manovra prima di compierla. Può capitare che vi chiedano di parcheggiare in divieto di sosta, fare inversione a “U” dove non si può o prendere una strada contromano. Ma il tranello più comune, quello che ha stroncato sul nascere molte patenti, riguarda la posizione che assume l’esaminatore: si metterà in modo da ostacolarvi la vista in caso di manovra. Voi dovete chiedergli di spostarsi! Non abbiate paura, se non lo farete potreste dover rifare l’esame!! Superato l’esame scuola guida sei finalmente neopatentato.
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